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      Sentiero naturalistico dell’Alta Valmarecchia: “l’infanzia del mondo”

      Pennabilli

      sentiero dedicato a Tonino Guerra:

      • Partenza: Associazione Culturale Tonino Guerra
      • Arrivo: Orto dei Frutti Dimenticati
      • Dislivello: m 150
      • Lunghezza percorso: km 9,5
      • Tempo di percorrenza: 3 ore circa.

      È una realizzazione del Comune di Pennabilli con il contributo della Comunità Montana Alta Valmarecchia e della Regione Emilia Romagna.

      1. Associazione Culturale Tonino Guerra
      2. La roccia di Tonino
      3. Il Santuario dei pensieri
      4. L’Angelo coi baffi
      5. Il Museo naturalistico del Parco Sasso Simone e Simoncello
      6. Ca’ Gaudia
      7. Il Canaiolo
      8. Villa Maindi
      9. Ca’ Fanchi
      10. Molino Donati
      11. Il Torrigino
      12. L’orto dei frutti dimenticati

      1.    Associazione Culturale Tonino Guerra
      È un luogo particolarmente carico di suggestioni che rapisce l’attenzione e lascia senza fiato, un museo dedicato alle opere del poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, nato a Santarcangelo di Romagna ma per oltre vent’anni residente a Pennabilli, dove ora riposa. Quadri oggetti, sculture, ceramiche, mobili, anzi mobilacci come li ha denominati il poeta, bozzetti di fontane, fotografie, film, documentari e molto, molto altro compongono “Il mondo di Tonino Guerra” come recita il titolo da lui scelto. Uno spazio museale che trova ospitalità nei sotterranei del Trecentesco Oratorio di Santa Maria della Misericordia, e che supera l'idea stessa di museo poiché è un luogo vivo in cui ci si incontra, si discute, si lavora e dove ha sede l'Associazione culturale che porta il suo nome.
      2.    La roccia di Tonino
      Incastonata nella pietra del Roccione, l'ultima dimora del poeta e sceneggiatore Tonino Guerra si trova in uno splendido terrazzo del giardino della "Casa dei mandorli", dove il Maestro ha vissuto con Lora gli ultimi anni. Prima di "passare nell'altra stanza", il Maestro ha scelto Pennabilli e questo bellissimo punto panoramico dal quale si ammira la vallata e il Canaiolo, luogo magico che per il poeta rappresentava "l'infanzia del mondo".
      3.    Il Santuario dei pensieri
      Collocato tra le mura dell’antico castello di Penna che diede i natali alla famiglia Malatesta, è un giardino orientaleggiante e molto suggestivo che ospita sette enigmatiche sculture in pietra, che suscitano echi nel cuore, nella mente e nell’anima del visitatore e che Tonino Guerra descrive come “sette pietre misteriose, sette specchi opachi per la mente, sette confessori muti che aspettano le tue parole belle e le tue parole brutte”.
      4.    L’Angelo coi baffi
       È un’insolita e curiosa installazione multimediale sita nella Chiesetta dei Caduti che trae origine da un’omonima poesia di Tonino Guerra dedicata a un angelo “che non era capace di far niente” e invece di volare nel Paradiso, scendeva nel Marecchia a dar da mangiare a degli uccelli impagliati, che un giorno aprirono le ali e presero il volo.
      5.    Il Museo naturalistico del Parco Sasso Simone e Simoncello
      Inaugurato nel 2004 il Museo Naturalistico ospita una scenografica mostra permanente di diorami, che rappresentano le principali specie animali del parco nel loro ambiente naturale, fedelmente ricostruito. Numerosi gli animali imbalsamati esposti, che includono diverse specie dell’avifauna locale, tra cui i rapaci come la civetta, il barbagianni, il gufo comune e la teca contenente un lupo appenninico.
      6.    Ca’ Gaudia
      Oltre alla sistemazione dei sentieri, con i fondi regionali, sono state realizzate due piccole aree di sosta alla Gaudia e a Villa Maindi con panche , tavoli e fontana, a disposizione degli escursionisti.
      7.    Il Canaiolo
      Quando Tonino Guerra parlava del Canaiolo, lo descriveva come il luogo in cui si tocca con le mani l’infanzia del Mondo. L’acqua è trasparente e fresca anche quando l’aria attorno brucia e vibra dal caldo. “Se la Romagna, secondo il Pascoli guarda ‘l’azzurra vision di San Marino’, qui , da Pennabilli io guardo i Sassi di Simone e Simoncello, dove resiste ancora il fiato dei dinosauri. Mi sono avvicinato a loro una volta o due. So che fanno parte del Parco del Montefeltro, questo ampio lenzuolo di calanchi e cime di paesaggi che incantano gli occhi. Fanno parte di questo mondo due fessure con brandelli d’acqua saltellante che ormai si sono stampati nella mia memoria. Sono il Canaiolo e il torrente Storena. Si tratta di fessure create da antichi torrenti dove sono precipitati grandi massi durante l’infanzia del mondo. Per me, toccare quelle pietre mi crea dei giochi di memoria così da portarmi a riprendere un aspetto di una vita primitiva che penso di non aver vissuto. Questo carico di anni sulle spalle può essere la scoperta più misteriosa che possano ricevere i visitatori di questo Parco cosi ricco di luoghi magici”. (Tonino Guerra 2009)
      8.    Villa Maindi
      Poche case arroccate lungo un crinale del Monte Canale, strette intorno alla piccola chiesa, il paese di Villa Maindi racconta secoli di storia. Antica stazione di posta lungo la strada che collegava l’Adriatico al Tirreno, vide passare pellegrini, migranti, soldati e contrabbandieri. La chiesetta, dedicata alla Madonna della Quercia, a cui la tradizione orale attribuisce un evento miracoloso, era anticamente dedicata a San Martino, protettore di militari, osti e mercanti; sul portale monolitico in pietra arenaria è incisa la data 1619. Il nucleo più antico, quasi completamente restaurato, è quanto rimane di un convento; sotto il loggiato, si è conservato un bel portale decorato.
      9.    Ca’ Fanchi
      Il borgo nasce in un luogo già colonizzato dai Romani, come testimoniano i reperti fittili emersi durate le arature. Più tardi diventa “Villa Caseorun”, nome che richiamava il formaggio e da qui Villa Casciari di Fanchi. I Fanchi, testimoni di una grande fede Cristiana, intorno al 1614 costruirono una Cappella per le loro devozioni, nel 1786 dai ruderi della vecchia Cappella venne recuperato un pezzo di muro con l’immagine della Madonna con Bambino il quale fu inserito nel nuovo Oratorio dedicato appunto alla Beata Vergine della Natività. Di forma semirotonda, la sua linea architettonica è armoniosa e elegante, il tetto a pagoda è sostenuto da una corona di mattoni a sbalzo, nell’insieme risulta una costruzione unica nella sua specie. Nel 1842, l’Oratorio appartenente alla famiglia Fanchi, venne restaurato e arricchito di dipinti e stucchi.
      10.    Molino Donati
      Già presente intorno alla metà del XVII secolo con la denominazione di Mulino Olivieri, era un aggregato di case e ben tre mulini, disposti uno sopra l’altro e molto vicini tra di loro, di modo che l’acqua potesse compiere tre salti passando la sua forza motrice da un mulino all’altro. L’acqua per il bottaccio veniva presa direttamente dal torrente Messa, affluente del fiume Marecchia.
      11.    Il Torrigino
      A sud del Roccione, laddove l'alta rupe si perde nella campagna e dove in passato è stata attiva una cava di pietra, si erge fiera e slanciata sulla roccia (uno dei tanti "sassi" galleggianti sul sottofondo di argilla) la sagoma cilindrica a copertura piana del Torrigino Dori, trasformata nel secolo scorso in piccionaia. Se la confrontate con quella più minuscola di Ca’ Romano scoprirete che, dimensioni a parte, sembra essere pensata e realizzata dalla stessa persona. Per la posizione ardita in cui si trova evoca il ricordo delle architetture militari rinascimentali disseminate sul nostro territorio.
      12.    L’orto dei frutti dimenticati
      Situato nell’antico orto del convento dei Frati Missionari del Preziosissimo Sangue, l’Orto dei Frutti Dimenticati è stato il primo intervento a Pennabilli voluto da Tonino Guerra, dopo la decisione di risiedere in questa città. “Ho pensato che fosse necessario un museo dei sapori per non dimenticare il gusto di quelle piante che stavano addosso alle vecchie case contadine e che oggi sono scomparse, come il biricoccolo o l’azzeruolo. L’Orto dei Frutti Dimenticati è un piccolo museo dei sapori per farci toccare il passato” Questo giardino, più che un’esposizione di piante da frutto vuole essere una indicazione “poetica” per invitare l’uomo a tornare ad amare la terra. Oltre ad accogliere antichi sapori di frutti dimenticati nell’Orto si trovano anche sculture ed opere di artisti contemporanei e dello stesso Tonino Guerra, alcune delle quali dedicate alla memoria di grandi maestri e suoi collaboratori, come Federico Fellini e Andrej Tarkovskij.

      Itinerario.pdf

      Recapiti

      Via dei Fossi, 4 - tel: (+39) 0541 928846 - fax: (+39) 0541 928846 - [email protected] - http://www.toninoguerra.org - http://www.comune.pennabilli.rn.it/
      Sentiero naturalistico dell’Alta Valmarecchia: “l’infanzia del mondo”
      Via dei Fossi, 4

      43.8161614; 12.262571699999967

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      Ultimo aggiornamento: 17/03/2017