Itinerari e visite

Malatesta & Montefeltro

Il mistero nelle Terre delle Signorie

Attrazione e suggestione emanano dai suoi castelli, borghi, sentieri. Il mistero è di casa, per coincidenze naturali e per l’intervento dell’uomo, mosso da necessità contingenti e spirituali, influenzato dal dialogo con la natura e i suoi segreti.

La città di Rimini emana pensieri filosofici e misteriosi nel Tempio Malatestiano, in cui sculture, bassorilievi, decorazioni si possono spiegare in termini di religione tradizionale, anche i segni dei pianeti e dello zodiaco ma può essere data una lettura pagana, come fece Pio II, nemico di Sigismondo, quando affermò che la chiesa era piena di dei pagani e cose profane, e imputò ciò a discredito del signore riminese. Cercando di districare la trama da uno qualunque dei suoi punti, lo Zodiaco o le nove Muse con Apollo, la “decade universale”, simbolo del “denario”, si può affermare che il Tempio era una metafora del mondo e per interpretare con una certa precisione il suo simbolismo iniziatico, possono aiutare le ventidue chiavi dei tarocchi.

A Santarcangelo di Romagna le grotte tufacee sono caratterizzate dal mistero delle origini e della destinazione, forse ipogei per il culto del Dio Mitra ma anche vie di fuga dei Malatesti. Interessante durante la Fiera di San Martino lo sberleffo dei becchi, che venivano irrisi pubblicamente con serenate sotto casa mentre oggi sono le corna di bue appese all’Arco Ganganelli che ne danno il segnale ondeggiando al passaggio dell’interessato. La Fiera era il momento della trasgressione: tutto era lecito.

Hanno da dieci milioni di anni a 10 miliardi i fossili ritrovati a Poggio Berni nell’alveo del torrente Marecchia che hanno dato vita al Parco della cava, percorso misterioso quanto affascinante che riporta alla notte dei tempi.

Nel Comune di Torriana nel Castello di Montebello alloggia la leggenda di Azzurrina. La piccola, figlia albina di Ugolinuccio Malatesta, che precipitò in un anfratto. Il suo corpo non fu mai ritrovato mentre i suoi lamenti sono rimasti imprigionati tra le mura.

Verucchio è carica di affascinante mistero svelato dalle tombe villanoviane, emerse da scavi ancora in corso e da reperti custoditi nel Museo archeologico che molto racconta del matriarcato, i commerci con l’Oriente, l’ambra, i riti funerari e le sepolture del popolo considerato progenitore degli Etruschi. E nella Rocca Malatestiana, l’aura di Mastin Vecchio citato da Dante nella Commedia.

San Leo è impregnata della magia esercitata dal Conte di Cagliostro, che dopo aver frequentato le corti d’Europa, fu incarcerato come eretico e morì per cause misteriose in una cella del Castello leontino. Ancora oggi nella sua cella accadono fatti inspiegabili.

La stagionatura del formaggio nelle fosse scavate sotto il borgo medievale di Talamello, è un processo solo in parte noto. Si tratta di una trasformazione misteriosa che prende origine dalle viscere della terra.

Nel comune di Novafeltria, disseminato di mulini per la polvere da sparo, dove si rifornivano i contrabbandieri, l’ex miniera di zolfo di Perticara, è una fonte inesauribile di storie e miti, mentre a Torricella l’ara sacrificale preistorica, richiama riti ancestrali.

La leggenda del ballo angelico e la conseguente ira divina è la spiegazione popolare della distruzione della Rocca di Maioletto. Dal medioevo al ‘700 vicende e disastri geologici si sono arricchiti di misteri. Gli stessi che accompagnano la panificazione, che Maiolo ha voluto far rivivere nei vecchi forni disseminati nelle campagne.

A Pennabilli nel Museo del calcolo si sperimentano i concetti e le idee della matematica con l’intento di trasmettere conoscenze ed emozioni.

A Torre di Bascio sopravvive la memoria di Fanina Borbone di Francia sposa a un Capitano dei Carpegna, distrutta nell’anima dalla nostalgia della sua Parigi.

Nei pressi di Casteldelci a Monterotondo è vissuto Nicola Gambetti dotato di speciali poteri di guaritore. Riuscì a far partorire dopo tante difficoltà la Regina Margherita di Savoia che per questo lo nominò medico. Il fratello Peppino è rimasto nella storia locale per via della sua forza sovrannaturale. Sul Monte della Faggiola il Capitano di ventura Uguccione, Signore della Faggiola, ospitò nel suo castello Dante durante il suo esilio e questi vide il lui il “Veltro” capace di unificare le sorti dell’Italia. Nel percorso d’accesso ai ruderi del maniero La Fonte della febbre nata dalle lacrime del pentimento di Uguccione.

La Rocca Fregoso, sul masso del Lupo, è il castello fiabesco di Sant’Agata Feltria, località sempre stata dimora di eremiti, mistici, come testimoniano i suoi innumerevoli conventi, nei quali oggi è anche possibile dimorare per una vacanza.

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Ultimo aggiornamento: 16/03/2017
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