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      Malatesta & Montefeltro

      Da Montebello a Monte Matto e ritorno

      Poggio Torriana - Montebello

      Percorso di interesse naturalistico, storico e paesaggistico.

      Si tratta di un percorso che integra la rete esistente di itinerari per amanti dell’escursionismo nel comprensorio di Montebello e Torriana, territorio di alto valore ambientale, paesaggistico e dalle suggestive vedute panoramiche.

      L’intero territorio riveste notevole interesse sotto il profilo geologico, geomorfologico, botanico e faunistico ed è tutelato secondo disposizioni locali e della Comunità Europea. 

      Nell’area sono presenti : 135 specie di uccelli, delle quali 67 nidificanti; almeno 24 specie di mammiferi, 10 specie di rettili e 8 di anfibi. La rilevanza naturalistica e ambientale del territorio di Montebello e Torriana ha portato all’istituzione di un’Oasi di protezione della fauna e al riconoscimento del complesso come Sito di Importanza Comunitaria (SIC).

      Il comprensorio è noto per la densità di popolazione del capriolo, spesso avvistabile, che da questa area si è disperso per buona parte della bassa Valmarecchia. Comuni sono anche il cinghiale, il tasso, la volpe e l’istrice. Ad esclusione della volpe, dei tre è comune imbattersi nelle tracce lasciate nel terreno alla ricerca di cibo; dell’istrice è frequente inoltre rinvenire gli aculei.

      Gli uccelli costituiscono la componente faunistica più facilmente osservabile e ascoltabile. Tra queste l’albanella minore, lo sparviere, l’ortolano, il succiacapre e l’averla piccola.

      Durante il percorso si avvista il Santuario di Saiano, collocato su uno sperone calcareo, sede di una antica venerazione mariana. Appare come una macchina da guerra al pari dei borghi murati delle alture circostanti. Il luogo era sede di un castrum di cui si hanno notizie dal 962. Dell’antica fortificazione rimangono pochi ruderi e una torre cilindrica di foggia bizantina, anteriore al X secolo. Saiano è appartenuto ai Malatesti fino al 1462 e ai marchesi Guidi di Bagno. Nel 1996 il santuario è stato oggetto di restauro e di una nuova consacrazione. La chiesa, con tre altari, è dedicata alla Beata Vergine del Carmine.

      Più in basso il Marecchia mostra la struttura fisica e l’assetto vegetazionale tipici dei torrenti subappenninici. Greto ampio, ghiaioso e mobile, rami torrentizi che si distaccano per riunirsi.

      Verso la valle dell’Uso coronano l’orizzonte le colline del cesenate. Si notano, tra gli altri, i castelli di San Giovanni in Galilea e Longiano. Procedendo, si passa a lato di una sequenza di ambienti vegetazionali diversi, rappresentanza significativa di quelli riscontrabili nell’intero comprensorio di Montebello.  Il bosco dominato da roverella, tendenzialmente asciutto se non arido, appartiene ad una tipologia fitoclimatica di tipo mediterraneo. Nel sottobosco troviamo la robbia, l’asparago, la clematite flammola, la rosa di San Giovanni, il caprifoglio etrusco.

      Si hanno poi boschi a conifere con pino nero, in subordine cipresso, tuia e cedro. Si tratta di vecchi rimboschimenti, diffusi tra il Torrianese e la zona in cui ci troviamo, al punto di marcare con evidenza il paesaggio, in alternanza con formazioni spontanee.  Non mancano i prati aridi a graminacee, più o meno arbustati, aggruppamenti che in virtù della loro relativa specializzazione su suoli secchi, racchiudono varie specie non comuni e di significato biogeografico.   

      Inizio:

      • si percorre la Stradaprovinciale n° 120 Torriana Montebello e prima dei tornanti che salgono a Montebello si devia a destra in Via Sabioni - al bivio con Via Scanzano si mantiene la sinistra e in prossimità dell’area di sosta “La Fontanaccia” si parcheggia
      • si prosegue e superata la deviazione a sinistra per Montebello, evidenziata da una celletta, si giunge poi ad una croce in ferro posizionata a sinistra nel punto di confluenza di Via Sabioni con Via Rontagnano
      • si procede in discesa per Via Rontagnano - al casolare si piega a destra fino a raggiungere i ruderi di Pian di Porta
      • Avanti ancora per strada bianca e si arriva al bivio di Case Rontagnano
      • si lascia a sx una celletta - si abbandona la strada bianca per deviare a destra in una carrareccia fino a giungere ad un altro bivio
      • si svolta a sinistra per sentiero in direzione di Monte Matto fino ad arrivare ad un successivo bivio
      • il sentiero si divide - a destra aggira il Monte Matto a sinistra conduce alla cima del montedalla cima si prosegue diritto per sentiero in discesa direzione Sud/Ovest per poi risalire brevemente su un tratto di sentiero leggermente esposto e ridiscendere fino ad altro bivio
      • si devia a destra per largo sentiero (spesso fangoso) che aggira Monte Matto - si ignora il sentiero a destra che sale verso il monte e si prosegue per ritornare al bivio dal quale, seguendo il sentiero a destra, si era raggiunta la cima di Monte Matto
      • si prosegue a sinistra sino ad un successivo bivio 
      • si mantiene la destra imboccando la carrareccia che riconduce al bivio di Case Rontagnano
      • si ripercorre la strada bianca e proseguendo in direzione di Montebello si ritorna ai ruderi di Pian di Portasempre in direzione di Montebello si raggiunge nuovamente la croce di ferro
      • superate le due deviazioni a dx dopo breve tratto si arriva al punto di partenza “La Fontanaccia”
      • nell’area di sosta ha termine il percorso.

       

      Tratto da Sentieri, percorsi riminesi tra natura e storia.

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      Ultimo aggiornamento: 17/03/2017