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      Bascio e il giardino pietrificato

      Ai piedi della torre medievale, ciò che rimane dell’antico e maestoso castello che dominava la sottostante valle del Marecchia, c’è il giardino pietrificato.

      E’ formato da 7 tappeti di ceramica realizzati nel 1991 dallo scultore riminese Giò Urbinati, su idea del poeta Tonino Guerra, che li ha dedicati a 7 personaggi del passato che hanno vissuto o che hanno lasciato un segno in Alta Valmarecchia.

      Il tappeto delle conchiglie montanare: in ricordo di Uguccione della Faggiuola, grande capitano di Ventura “che da questi colli vedeva i confini dell'Italia e tanto fu ammirato da Dante che gli dedicò l’inferno “.

      Il tappeto delle piramidi sognate: dedicato a Bonconte da Montefeltro, “Perché le 35 piramidi siano tombe del suo corpo valoroso scomparso nel fiume della battaglia“.

      Il tappeto delle cattedrali abbandonate: dedicato a fra Matteo da Bascio, fondatore dei Cappuccini, il quale per “tutto il mondo andava esclamando ripetendo ad ogni sorta di persona, gridando “all'inferno, all'inferno, peccatori!”.

      Il tappeto dell’anatra dal collo azzurro: dedicato alla contessa Fanina dei Borboni di Francia “la quale, pazza di solitudine sul Colle di Bascio, dove era sposata ad un capitano dei Carpegna, più volte si arrampicò in cima alla torre per gridare: Paris, Paris, aiuto!“

      Il tappeto delle onde quiete per ricordare Giotto che “dal Montefeltro vide lontanissimi i primi bagliori azzurri dell'Adriatico”.

      Il tappeto dei pensieri chiari: per ricordare Dante che vive questa torre fuggendo da Firenze per raggiungere il rumore del mare di Ravenna.

      Il tappeto dei pensieri oscuri per ricordare Ezra Pound, il poeta che disse del Marecchia: “dove la melma è piena di sassi “.